Dopo un post allarmista sulla prima ribellione delle macchine, è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. Forse non siamo ancora pronti a dare un'arma in mano a una macchina e forse le intelligenze artificiali dovrebbero essere sviluppate a piccoli passi: partendo dai giocattoli.
Ebbene sì, sarà forse merito della Pleo Pride (di cui sono reduce), degli stupefacenti cocktail di Gaetano o della musica del dj-set Black Candy, ma tutto il mio innato pessimismo si è dissolto alla vista degli innocenti occhioni azzurri di Pleo. tenerissima creatura artificiale della UGOBE (o E-Motion per noi italiani).
Cos'è Pleo? Nient'altro che un robot con le fattezze di un piccolo dinosauro ma con un comportamento che appare tutt'altro che artificiale: riconosce suoni e stimoli visivi, reagisce alle coccole dei loro padroni (spesso chiedendone molte di più) e si adatta al mondo che lo circonda creandosi una sua "personalità".
I dettagli tecnici, tuttavia, tolgono molto a Pleo; per una volta non importa quanti sensori abbia o come faccia a muoversi: è dannatamente tenero e quasi reale. Certo, non ho potuto fare a meno di ricordare gli animali sintetici di Blade Runner ma, permettetemi, per una volta ho mandato in vacanza il mio decennale cinismo per godermi con stupore infantile un giocattolo super tecnologico.
A cosa serve Pleo? Fondamentalmente, a nulla, come a suo tempo non aveva scopo un tamagotchi o la precedente invenzione del suo creatore, Caleb Cheung (un moderno Geppetto, come lo dipinge WIRED, dopo la sua creazione più famosa: Furby), e francamente, quando si parla di un giocattolo, lo scopo non ha nessuna importanza poichè è palese a tutti: divertire.
E i vari possessori (!) di Pleo erano molto divertiti e soddisfatti dal loro acquisto (o forse dal costume da Capitan Ventosa che portava il Pleo dell'omonimo comico di Striscia, difficile a dirsi).
Per citare il creatore di Pleo e Furby:
"Come fai ad avere il vantaggio della tecnologia di un servobraccio da 3 milioni di dollari se il budget dei tuoi componenti è limitato a 5 dollari?"
Creando giocattoli, non armi.
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